Terrore notturno: cos'è, le cause e le soluzioni

I terrori notturni possono trasformare la tranquillità della notte in un momento di panico per i genitori. Vedere il proprio figlio in preda alla paura, senza poterlo consolare, è un’esperienza che spaventa e confonde. In questo articolo ti spieghiamo come identificare, gestire e prevenire gli episodi di terrore notturno dei bambini, garantendo un riposo più sereno e sicuro a tutta la famiglia.
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Pavor nocturnus: cos'è e come si manifesta

Il terrore notturno (o pavor nocturnus) è una delle parasonníe più comuni e frequenti e si manifesta quando il bambino si trova nella fase di sonno profondo NRem.

Colpisce il 3-6% dei bambini della seconda e terza infanzia con un picco tra i 5 e i 7 anni ed è caratterizzato da uno o più risvegli parziali che si verificano durante il sonno NRem (quello profondo) e compare solitamente nel primo terzo della notte.

Il bambino sembra svegliarsi, ma sta ancora dormendo, grida, è agitato e in volto mostra un'espressione di paura. Può compiere movimenti bruschi e dimenarsi, cercando di alzarsi dal letto. Può avere gli occhi sbarrati o uno sguardo fisso nel vuoto, il battito cardiaco è accelerato, la respirazione rapida. la sudorazione profusa.

Insomma, mostra tutti i sintomi sovrapponibili a un attacco di panico. Anche se appare spaventato non è consapevole di quello che sta succedendo, per questo non risponde se viene chiamato o consolato.

L'episodio compare improvvisamente e può durare qualche minuto o più, solitamente non oltre i 30 minuti. Al termine il bambino si calma e riprende (continua) a dormire normalmente.

Nonostante l'esordio improvviso e le caratteristiche violente, il bambino il giorno successivo non ricorda nulla di quanto successo.

Da cosa dipende il pavor notturno?

Dal punto di vista medico e psicologico il pavor non è un disturbo o una malattia, non è causato da un problema affettivo o relazionale e non ha nessun legame con l’ansia o gli attacchi di panico.

È piuttosto legato all'attivazione di un parte del nostro cervello emotivo (il cervello limbico) coinvolto nella gestione delle emozioni. E sembra che quella parte del cervello si attivi in modo inaspettato generando nel cervello del bambino sensazioni ed emozioni che vengono interpretate come qualcosa di spaventoso.

Come gestire i terrori notturni nei bambini

Di fronte alla manifestazione dei sintomi che abbiamo descritto, è normale che i genitori siano spaventati e non sappiamo come affrontare questi episodi, ed è comprensibile che li scambino per problemi più gravi. Molti genitori cercheranno di svegliare il bambino per riportarlo alla normalità e assicurarsi che stia bene.

Cercare di svegliare il bambino è invece controproducente e rischia anzi di prolungare la durata dell'episodio di pavor notturno. Inoltre, poiché il bambino sta ancora dormendo, il brusco risveglio provoca nel piccolo confusione e aumenta la paura, sia perché il bambino non sa spiegarsi quello che è successo, sia perché vede i genitori impauriti e preoccupati. Meglio attendere che l'episodio si concluda spontaneamente.

Una buona igiene del sonno, evitando l'uso del tablet e/o del cellulare prima di andare a letto, una routine del sonno regolare, fatta di attività rilassanti e non stimolanti e di una buona dose di coccole e comunicazione emotiva, sono strategie fondamentali per limitare e prevenire l'insorgenza degli episodi.

Attenzione anche al livello di stress e della pressione del sonno: un bambino sovra stimolato o arrabbiato o nervoso o troppo/troppo poco stanco, avrà un rischio maggiore di manifestare episodi di pavor.

La consulente può lavorare con i genitori per creare un ambiente sereno, sicuro, anche seguendo i principi della stanza della calma, che illustriamo nel nostro Master per Consulente del Sonno.

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Riferimenti bibliografici
Guilleminault, C., & Palombini, L. (2000). Sleep-related Disorders in Children. In M.H. Kryger, T. Roth & W.C. Dement (Eds.), Principles and Practice of Sleep Medicine (pp. 1172-1182). Philadelphia, PA: Saunders.
Petit, D., Touchette, E., Tremblay, R.E., Boivin, M., & Montplaisir, J. (2007). Dyssomnias and Parasomnias in Early Childhood. Pediatrics, 119(5), e1016-e1025.

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